Just Got To Be

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Al cuore non si comanda, e alla sfiga nemmeno!
Potrei finire qui il post: non sapreste il perché, ma condividereste questa mia frase di sicuro.
Ieri io e Annalisa abbiamo capito ancora una volta di non poter stare lontani, anche se fisicamente lo siamo spesso, e siamo tornati una cosa sola… per la milionesima volta, contro ogni orgoglio o ragione: forse l’amore é questo, no?
Comunque, questa purtroppo non é stata l’unica cosa successa ieri…
Alla sera partita di calcetto tra spada e fioretto, dalle 9 alle 10 di sera, sfida ovviamente molto sentita da entrambe le compagini: io non sono nella rosa titolare. Contrariamente a quello che si può pensare ne sono felice: primo perché sono stanco dopo un mese di carico ed un ritiro abbastanza duro, secondo perché tecnicamente non sono al livello degli altri, terzo perché così evito di farmi male (avevo già saltato 2 partite preferendo la palestra).
Se le cose fossero restate così ora parlerei solo di Annalisa… Invece il “Falcio” (Giacomo Falcini) si fa male durante l’allenamento mattutino e quindi manca un giocatore. Fortunatamente gli altri sono già in 5 e manca solo uno in panchina, e io accetto. Dopo poco entro in campo perché il “Boss” (Alessandro Bossalini) é stanco, e devo fare un po’ di movimento finché non si riprende… Dopo 5 minuti esco: la mia tecnica non é sopraffina, ma ci metto cuore ed ho svolto il mio compito. Sono felice, anche se la squadra sta perdendo, per manifesta inferiorità 4 a 1, e ormai penso alla pizza che mi mangerò dopo. Ecco però che si riavvicina il Boss per un secondo cambio: lui é morto. Entro, mi passano la palla, corro per prenderla e….BBBAAAAAAAMMMMMM!!! Scontro contro un muro?… No, era Simoncelli, il portiere avversario, che era uscito un po’ azzardatamente centrandomi in pieno mentre ero lanciato in corsa. Volo di due metri e atterraggio duro… Prima penso al peggio: spalla slogata o simili, poi mi tocco, mi rialzo ed é tutto ok… Così sembra almeno finché non avverto una forte fitta al piede sinistro e quasi cado per terra. Io mi conosco, capisco subito che é qualcosa più di una botta. La mia paura viene subito esorcizzata da medico e fisio che (con calma) mi controllano e mi danno del ghiaccio (con professionalità estrema) e se ne vanno. Mi dicono che si controllerà oggi, ma che di sicuro é tutto ok. La notte praticamente non dormo, il male é lancinante e mi gira anche la testa, ho sentori di nausea e la mobilità delle dita diminuisce. Al mattino dico che voglio fare i raggi e (sempre con calma) si và a Pisa.
Il referto dice: ” Frattura composta della falange ungueale del 1° raggio del piede sinistro”.
Ottimo no?
Ora c’é poco da dire: sono un coglione, Carlo che non controlla quello che facciamo e non ci tutela é un coglione, Simoncelli é un coglione… : solo parole.
Mi riabiliterò in metà del tempo previsto ed in due settimane sarò più forte di prima, nulla é perduto, ho ancora una volta imparato, sono ancora maturato. Tutto serve, e il dolore più di altro: ti rafforza, ti fa capire, non ti fa più sbagliare…
Hold On.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Anonimo ha detto:

    decisamente sei un coglione…stai attento a non fare cazzate tutto l\’anno e poi ti fai spaccare il piede appena prima dei mondiali? beh, sì sei un coglione.dai spero ti sistemi presto che non mi piacciono le medaglie che hai appeso sulla lampada, ne voglio vedere di nuove…

    "Mi piace"

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