HaiKu

il


I post scritti dal Q8 (Kuweit, non il distributore di benzina) valgono il doppio dei punti di quelli scritti dal Qatar, che già erano da veri professionisti…
Qui in camera c’é sì il wireless internet gratuito, ma praticamente non prende mai, a meno che non si resti tutti immobili in camera, e và ad una velocità veramente competitiva, anche se in negativo. Fà schifo. E’ giusto dire che qui siamo nel terzo mondo. Nessun Mc Donald, nessun petroldollaro mi potrà far pensare il contrario. Questa gente non merita di essere chiamata terrestre: vivono in un mondo a parte. E più viaggio più divento razzista…
Almeno in questi paesi inutili posso pensare, dato che anche il cellulare và e non và, cosa che tollererei solo nella foresta amazzonica visto che siamo nel 2008…
E’ da quando sono partito che penso, praticamente inutilmente, sono arrivato perfino a ragionare sul senso della vita, dei sentimenti: ho solo visioni ciniche del futuro e del passato.
E dalla mia stanza stile Vittoriale dei poveri, che di quello vero ha solo il caldo, la polvere e l’età… ho coniato un Haiku (che rispetta metrica e regole varie…) sulla possibile origine della mia crisi esistenziale:

Piede Fratturato
Equilibrio Spezzato
Sofferenza

E’ un po’ tristino ma anche quello fa parte dei canoni giapponesi, di conseguenza è in linea perfetta con la corrente poetica.
Ne creerò altri: pare che le mie spinte artistiche, anche se misere di risultato, non si esauriscano mai.

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Now playing: Radiohead – Videotape
via FoxyTunes

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