10.08.2009

il


Che fa uno che ha vinto le Olimpiadi un anno dopo?
Niente di particolare. Vive.
Come cambia la vita di un campione Olimpico?
Ti compri una casa. “Quasi” te la compri perché, tecnicamente c’é ancora il mutuo, e poi sei come prima. Non ti puoi comprare la macchina ad esempio…
Che ti ricordi dell’anno scorso?
Che tutto mi sembrava andasse bene (anche se magari non era così).
Avrei dovuto rispondere così alle interviste di oggi, ma poi non avrei dato il messaggio positivo, tipico del campione olimpico…
Eh già… perché anche se ora nessuno mi da niente in più di prima, la gente pretende di più da me… Un’ etica, una morale… Poco importa se prima di diventare campione olimpico non le avessi queste due… ora le devo avere. Devo essere etichettato come vuole il sistema.
Ma non importa, io vado avanti sulla mia strada.
In quest’anno “diverso” la mia umanità ha trovato più spazio e ho conosciuto persone fantastiche: Come la fatina per Peter Pan.
Persone che mi hanno aiutato o ci hanno solo provato a modo loro, ma io ho apprezzato il gesto, l’essere un qualcosa per qualcuno oltre che essere un simbolo. L’uomo oltre l’immagine che la gente ha di lui. Sono stato di sicuro molto più vulnerabile, e qualcuno giustamente (sarcasmo) si é approfittato di me, ma io metto via come sempre e poi tiro fuori quando serve… Nulla mi può fare più tanto male, ho una visione quasi in terza persona e di conseguenza sono ancora più freddo. Forse cinico, ma quello lo ero anche prima di Pechino.
Mi é stato detto che sono troppo negativo su questo blog… Allora cambierò tono, anche se non so se a Schopenhauer gli amici gli dicevano che era troppo negativo…
Ora , a un anno da Pechino, sono a casa a Treviso, la mia ragazza é in piscina, io aspetto che scenda un po’ il sole per andare a correre. Sto chiamando tutti quelli che conosco per vedere se la settimana di Ferragosto si trova una palestra aperta a Treviso, questo perché ho deciso di vedere se sono in grado di rimettermi in gioco seriamente e sto preparando i mondiali… (Ottobre in Turchia) . Li preparo per la prima volta facendo tutto o quasi da solo. Fino ad ora ho scelto lo staff di lavoro e mi sono letteralmente affidato a loro. Ora sono solo. O meglio c’é sempre Terry, ma le condizioni di lavoro sono più difficili.
Non importa, sono dell’idea che almeno ora ho da dimostrare qualcosa: il fatto che ce la posso fare comunque.
Per il resto sto riprovando a fare la dieta, a riprendere un ritmo scandito dalle privazioni e a non raccogliere le provocazioni esterne… I miei interessi sono gli stessi, le mie debolezze le stesse, anzi, sono meno.
Quindi sarà cambiato anche tutto, ma io sono sempre uguale, mi basta solo un po’ di polvere di fata e ritorno a volare…

Un commento Aggiungi il tuo

  1. maria carlotta pocaterra ha detto:

    …e noi tiferemo per te!! se poi la tua fatina fa cadere un po' di polvere anche su di me mentre sbatte le ali sarebbe magnifico!! 😉

    "Mi piace"

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